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Capodanno e antiterrorismo: “Abbiamo evitato il panico”

Capodanno e antiterrorismo: “Abbiamo evitato il panico”

Il questore sui risultati ottenuti nella notte di San Silvestro. I propositi per il 2016: “Aumentare la collaborazione”

 “Continuare lungo la strada dell’impegno e della collaborazione fra forze dell’ordine, istituzioni, cittadini. La squadra è quello che conta”. E’ questo il proposito del questore Antonio Sbordone per il 2016, che punta sul concetto di partecipazione per aumentare il livello di sicurezza a Ferrara.

E nella “squadra” intende comprendere anche la vigilanza privata, dalle guardie giurate fino agli istituti e agenzie di investigazione e sicurezza che già hanno collaborato al piano di controlli e sorveglianza durante la grande festa di Capodanno in centro. Evento, quest’ultimo, che ha reso tangibile l’efficacia di un coordinamento tra più soggetti preposti alla sicurezza e tutela dell’incolumità pubblica, per i risultati conseguiti e l’assenza di incidenti in un’area che è stata presa d’assalto da oltre 30mila persone. “Per questo evento – spiega il questore – ero preoccupato non tanto per eventuali episodi di terrorismo, rispetto ai quali non vi sono evidenze che possano far ritenere che Ferrara sia città a rischio attentati, ma per la possibilità di episodi che potessero diffondere il panico, dato che dopo i fatti di Parigi abbiamo tutti i nervi tesi. Il fuggi fuggi è pericolosissimo: questo mi spaventava e lo abbiamo evitato”.

L’idea di costruire una sorta di rete di protezione ampliando il coinvolgimento di tutti sembra essere la ricetta vincente anche per sopperire ai limiti numerici del personale nelle forze di polizia. “Siamo pochi – spiega Sbordone – quindi c’è bisogno di motivazione e coordinamento. Ci stiamo riuscendo e dobbiamo insistere”. Così, a un anno dal suo insediamento a Ferrara, il questore elenca i risultati ottenuti nel corso del 2015, che ritiene essere stato un anno “non facilissimo”, ammettendo di aver trovato “insidie e pericolosità anche maggiori di ciò che mi aspettavo, che nascono da una legittima e pressante richiesta di sicurezza da parte dei cittadini, rispetto alle quali ritengo si sia lavorato bene, e non parlo solo della questura”.

Un anno, il 2015, segnato da omicidi violenti, che il questore ha voluto ricordare in quanto “ferite aperte nelle comunità e nelle famiglie delle vittime”, ma anche per rendere merito all’operato delle forze di polizia che hanno dato “risposte positive e in tempi brevi”, la Polizia di Stato per il caso Tartari e i Carabinieri per quello di Cloe Govoni a Renazzo, mentre sono in corso le indagini per il recente omicidio Colombani.

La soddisfazione del questore si concentra comunque su quanto conseguito recentemente per la festa di Capodanno, nel realizzare il piano della Prefettura che ha visto impegnati, oltre alla Polizia di Stato e i Carabinieri, anche la Polizia Municipale, la Guardia di Finanza, una quota di personale della Polizia Penitenziaria e della Protezione Civile, nonché l’agenzia Top Secret di Ferrara. Una festa caduta in un momento di particolare attenzione verso i fenomeni del terrorismo. “Siamo partiti – spiega Sbordone – con un’attività preventiva delle forze dell’ordine su chi arrivava a Ferrara, negli hotel e strutture ricettive, quindi sulle auto nelle giornate del 30 e 31 dicembre, nonché sugli esercizi commerciali per quanto riguarda botti e fuochi artificiali. In quest’ultimo caso i sequestri sono stati limitati e sono state elevate multe per migliaia di euro”. Vincente per Capodanno anche l’idea dei varchi d’ingresso alla festa nel centro storico. “Era lo strumento migliore per un controllo effettivo e condiviso da tutte le forze dell’ordine – dice il questore – ed è stato un servizio simile a quello effettuato a Milano e nelle grandi città. Sono stati utili per attuare le misure antiterrorismo, ma soprattutto per evitare l’ingresso di malintenzionati e botti. Devo dire che è andata molto bene”. Nel complesso è stato evitato l’ingresso di circa 1.500 botti (proibiti dall’ordinanza del sindaco e consegnati ai vigili del fuoco) e di numerosissime bottiglie e oggetti in vetro (anch’essi vietati dalle ordinanze). “Di sicuro qualche botto e bottiglia è sfuggita – aggiunge Sbordone rispondendo alle immancabili critiche di qualche ferrarese – ma si è trattato di fenomeni assolutamente limitati”.