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Festa del Redentore 2018, Venezia. 100 Operatori Top Secret in azione

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Festa del Redentore 2018, Venezia. 100 Operatori Top Secret in azione

La Festa del Redentore è tra le festività più sinceramente sentite dai veneziani, in cui convivono l’aspetto religioso e quello spettacolare, grazie al fantasmagorico spettacolo pirotecnico che, la notte del sabato, attrae migliaia di visitatori: sull’inimitabile palcoscenico del Bacino di San Marco giochi di luce e di riflessi tracciano un caleidoscopio di colori che si staglia dietro le guglie, le cupole e i campanili della città. L’appuntamento è per il 14 e 15 luglio 2018, a partire dalle 19.

In occasione della festa più importante dell’anno a Venezia, saranno impiegati oltre 100 operatori addetti ai servizi di controllo della Top Secret Investigazioni e Sicurezza. Il servizio di security sarà massicciamente presente nelle zone nevralgiche dell’evento, ai varchi d’accesso a Piazza San Marco, Piazzale Roma e altri punti strategici sparsi in tutta la città. La Festa del Redentore arriva subito dopo un altro evento di rilievo che ha visto impiegati gli uomini della Top Secret; il 3 e 4 luglio infatti, gli operatori dell’agenzia ferrarese hanno monitorato tutti gli aspetti di sicurezza per il mega concerto in piazza di Zucchero “Sugar” Fornaciari.

Gallery Zucchero “The best Live!”, Piazza San Marco

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FESTA DEL REDENTORE

La festa del Redentore è l’evento che ricorda la Grazia ricevuta dalla città e per volere del doge ai tempi in cui fu chiesta, fu fatta la promessa che ogni anno, nel giorno in cui la città fosse stata dichiarata libera dal flagello, si sarebbe tenuta una processione fino alla nuova chiesa votiva. La sua costruzione per ordine del Senato veneziano (4 settembre 1576) avvenne sull’isola della Giudecca nell’area del convento francescano. La nuova Chiesa del Redentore quale ex voto per la liberazione della città dalla peste del 1575-1577, flagello che provocò la morte di più di un terzo della popolazione della città in soli due anni, Fu commissionata al Palladio.

Alla fine della pestilenza, nel luglio del 1577, si decise di festeggiare con decorrenza annuale la liberazione, con allestimento di un ponte votivo.
Questa celebrazione diventa una tradizione ancora attiva dopo quasi cinque secoli. Così come altre in Venezia: l’apparizione della Madonna sull’isola di Pellestrina (1516) che chiese preghiere in cambio dell’arresto dell’attacco turco, e un altro ex voto di liberazione da un’altra pestilenza, quella del 1600 di cui narrò anche il Manzoni, che portò alla costruzione della Madonna della Salute (del Longhena) e che oggi viene parimenti ricordata con una processione su ponte di barche e con il tipico piatto “castradina”.

Il sabato che precede la terza domenica di luglio (non è sempre il terzo sabato) viene aperto un lungo ponte votivo di barche, allestito sul Canale della Giudecca collegando l’isola con le Zattere all’altezza della Chiesa dello Spirito Santo, consentendo così il raggiungimento pedonale della chiesa del Redentore.

Oltre che per il carattere religioso, la festa va ricordata per un grande spettacolo di fuochi d’artificio che si tiene nella notte tra il sabato e la domenica sul bacino di San Marco e per le tre regate di imbarcazioni tipiche veneziane organizzate nella giornata successiva, attraendo così un pubblico vasto e proveniente da tutto il mondo. (wiki)

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