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VIDEO: Emergenza spray al peperoncino – Sky TG24 Intervista Matteo Mazzoni

VIDEO: Emergenza spray al peperoncino – Sky TG24 Intervista Matteo Mazzoni

Sky TG24 intervista al presidente di Top Secret, Matteo Mazzoni sull’emergenza spray al peperoncino, fenomeno dilagante e fonte di preoccupazione per la sicurezza di eventi pubblici.

Emergenza spray al peperoncino – Sky TG24 Intervista Matteo Mazzoni

Intervista Sky TG24:

M. M.: Quella del peperoncino è un’emergenza da quasi un anno. Noi abbiamo avuto 4 casi in discoteche, un caso invece in un concerto musicale.

D: In che modo il mondo della sicurezza si è adeguato a questa emergenza, con quali protocolli.

M. M.: Prima del 2009 era una sorta di far west. Dopo il 2009 finalmente è stata normata e regolamentata la figura del buttafuori che oggi non si chiama più così ma si chiama Addetto ai Servizi di Controllo. Ha tutte una serie di attività formative obbligatorie per legge che deve fare prima di poter svolgere questo tipo di attività.

D: Quali sono i controlli specifici che dedicate all’emergenza spray al peperoncino?

M. M.: Effettuiamo dei controlli all’ingresso dei locali pubblici e delle discoteche. I controlli che facciamo sono attraverso strumenti come metal detector che possono rilevare oggetti metallici ma non plastica ed effetuiamo dei controlli sulle borse e sugli zaini. Il decreto definisce questi controlli visivi e sommari, questa è l’attività che possiamo effettuare all’ingresso dei locali.

D: Perché viene utilizzato questo spray? Quali sono gli obiettivi?

M. M.: Lo spray viene utilizzato per creare confusione e poter poi effettuare attività criminose di furto di preziosi, catenine, portafogli etc. Creare il panico per poter poi aver un ambiente ideale dove poter compiere dei furti.

D: In base alla sua esperienza è possibile dire che si possono evitare fatti come quelli di Corinaldo?

M. M.: Si possono evitare. Prendo ad esempio la figura dello steward da stadio: giuridicamente lo steward può effettuare anche delle perquisizioni personali definite “pat down”, verificando così la presenza di oggetti o sostanze proibite. Questa attività di controllo pat down non è consentita agli addetti ai servizi di controllo che svolgono il servizio all’ingresso dei locali. Se anche loro potessero svolgere  questa attività e potessero avere una qualifica di incaricati di pubblico servizio sarebbe di grande aiuto in termini di prevenzione per poter impedire l’ingresso di spray e di oggetti proibiti.

D: E quindi si ridurrebbe così questo fenomeno?

M. M.: Secondo me si, molto.

Fonte: Sky TG24

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