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Stalking. Cos’è e come tutelarsi.

Stalking. Cos’è e come tutelarsi.

Che cos’è lo stalking?

Stalking, una parola inglese che, purtroppo, si utilizza sempre più spesso anche in Italia, e che si riferisce a comportamenti di tipo persecutorio, realizzati da un individuo o più nei confronti di una vittima. Con il termine stalking si descrive un insieme di condotte vessatorie, minacce, molestie di varia natura, atti lesivi continuati e tali da indurre nella persona che le subisce un disagio psichico e fisico, oltre ad un conseguente senso di timore e di insicurezza.

Il verificarsi continuo delle situazioni elencate qui sopra, finisce col condizionare il normale svolgimento della vita quotidiana della vittima, ingenerando nella stessa un continuo stato di ansia e paura che può compromettere, anche in maniera grave, l’equilibrio psichico di una persona bersaglio di stalking.

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Quali sono i comportamenti che costituiscono condotte assimilabili al reato di stalking?

Lo stalking incorpora una lunghissima serie di comportamenti vessatori. È praticamente impossibile delineare un modello di condotta tipica, o definire un profilo univoco dello stalker. Nella maggior parte dei casi (circa il 70% – 80%) i comportamenti assillanti provengono da uomini, di solito partner o ex partner della vittima, ma il persecutore potrebbe essere anche un collaboratore, un amico, un conoscente, un vicino di casa etc. Inoltre, il profilo dello stalker tende ad essere differente da soggetti con precedenti penali, affetti da disturbi mentali, o con dipendenze da alcool o sostanze stupefacenti.

Anche i comportamenti che possono essere considerati molestie assillanti o atti persecutori sono piuttosto vari. I casi di stalking vanno presi singolarmente e i singoli episodi di persecuzione, generalmente, si realizzano attraverso una combinazione di varie azioni moleste: potrebbero, infatti, realizzarsi tramite il sorvegliamento, l’inseguimento, la raccolta di informazioni sulla vittima, il pedinamento, ed ancora, attraverso intrusioni, appostamenti sotto casa o sul luogo di lavoro e i tentativi di comunicazione o di contatto di vario tipo.

Costituisce stalking anche la diffusione di dichiarazioni diffamatorie ed oltraggiose a carico della vittima, ed, ancora, la minaccia di violenza, non solo nei suoi confronti, ma anche rispetto ai suoi familiari, ad altre persone vicine o contro animali che le siano cari. Attenzione, anche l’invio assillante di email o messaggi sui social network è considerato cyberstalking.

Generalmente, il filo conduttore delle molestie assillanti, è l’ossessione sempre crescente con la quale vengono perpetuati questi comportamenti. L’aggressore è mosso da una continua esigenza di soddisfare le proprie emozioni, manifestando, in un arco temporale variabile, comportamenti che potrebbero essere assolutamente innocui ma che, sommandosi, potrebbero degenerare e diventare aggressivi e violenti.

In definitiva, il reato di stalking si configura nel momento in cui i comportamenti molesti di cui sopra, si verificano al punto da arrecare VIOLENZA PSICOLOGICA nei confronti della vittima:

  • ingenerandole un comprensibile stato di ansia e paura;
  • costringendola a cambiare abitudini personali (sostituire utenza telefonica, cambiare residenza, ecc.);
  • generandole un fondato timore per la propria incolumità personale;

Lo stalking è considerato quindi un reato contro la LIBERTA’ MORALE della persona.

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Come comportarsi se si pensa di essere vittima di stalking?

Innanzitutto lo stalker mira, solitamente, all’isolamento della persona presa di mira. I comportamenti vessatori sono raramente plateali e cercano sempre di minare la tranquillità della vittima agendo nell’ombra, con telefonate anonime, telefonate mute, messaggi privati etc. Parlare delle proprie problematiche con qualcuno di fidato è sempre un’ottima idea, diminuisce l’isolamento e la conseguente esposizione alle persecuzioni.

Contattare un’agenzia specializzata nella gestione di problematiche legate a casi di stalking è uno dei primi fondamentali passi da compiere. Sottoponendo il proprio caso a degli esperti aiuta innanzitutto a definire le azioni da intraprendere per uscire dalla propria situazione spiacevole (contatto delle autorità competenti, protezione legale, denunce etc.).

Non aspettare che le cose cambino da sole. Difficilmente uno stalker tornerà sui suoi passi o smetterà la persecuzione. Nella maggior parte dei casi anzi, le azioni persecutorie finiscono col peggiorare costantemente.

Indagare e raccogliere prove certe sui comportamenti dello stalker è un’ottima tutela nell’eventualità si arrivi a procedimenti legali. In questi casi delicati, improvvisarsi detective o chiedere aiuto a enti non autorizzati può rivelarsi un’arma a doppio taglio: il rischio è quello di non riuscire ad ottenere del materiale utilizzabile o, nel peggiore dei casi, incappare in una contro-denuncia e/o similari.

 

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