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Abusi della Legge 104. Come si possono ridurre?

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Abusi della Legge 104. Come si possono ridurre?

Nell’epoca del Covid-19, l’unione tra imprenditori e dipendenti dovrebbe essere un punto di forza per ambo le parti che storicamente sono sempre state divise da contenziosi su molteplici tematiche. Può però accadere che alcuni dipendenti abusino di alcuni sacrosanti diritti del lavoratore – ad esempio la nota Legge 104/1992 – rendendosi “infedeli”, eccedendo nel diritto di assistere un familiare portatore di handicap o disabilità. A questo proposito, non serve certo ricordare come la frode di tale legge sia uno dei peggiori atti che un lavoratore possa compiere, un atto di disonestà non solo nei confronti della propria azienda, ma anche nei confronti di tutti i suoi colleghi e persino nei confronti dei propri familiari.

I permessi regolati dalla Legge 104, come molti sanno, consentono al dipendente di usufruire fino a tre giornate al mese da dedicare ad un parente affetto da handicap, come detto un diritto importante per i dipendenti che hanno la necessità di assistere un familiare con gravi problemi di salute. Questa tipologia di permesso viene rilasciata dall’INPS, che si accerta della veridicità della menomazione per parente del dipendente e gli concede questa tipologia di permessi.

Può capitare però che il dipendente approfitti di questo permesso e che non lo utilizzi per prestare assistenza al parente, ma che lo usi in altri modi personali e non di assistenza, quindi di fatto utilizzandolo in maniera illegale e fraudolenta.

Per un datore di lavoro è talvolta difficile fare luce sui propri dubbi e provare che il dipendente sia infedele, ed è questo il caso in cui un datore di lavoro o un CEO ha bisogno di un aiuto concreto, tangibile e professionale.

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Rimane sempre comunque possibile licenziare per giusta causa il dipendente (argomento che abbiamo già affrontato in passato) che si rende protagonista di tale comportamento fraudolento, sempre però, cosa più importante, avendo in mano prove tangibili e incontestabili della colpevolezza del dipendente infedele. Ciò avviene solo dopo accurate indagini e minuziosi controlli ed investigazioni da parte di una Agenzia Investigativa certificata, efficiente ed esperta, come Top Secret Investigazioni e Sicurezza, che tra i suoi servizi principali annovera proprio i sospetti abusi di permessi di lavoro con legge 104.

Ora, nel momento in cui il datore di lavoro inizia a nutrire sospetti su uno o più dipendenti, è buona norma rivolgersi ad un’Agenzia Investigativa fornendo tutti i particolari inerenti la vicenda.

Ma cosa rischia chi si macchia di tali abusi? Si va dal licenziamento per giusta causa al licenziamento senza preavviso al licenziamento in tronco, fino alla truffa aggravata ai danni dello Stato (quindi anche una problematica penale per i rei).

A lungo andare, questa tipologia di abusi può risultare deleteria per le sorti di un’azienda, dato che si mette a repentaglio la produttività e anche il posto di lavoro dei propri colleghi, che a causa dello scellerato comportamento di uno o comunque di pochi possono vedere manifestarsi delle ripercussioni molto negative. Il comportamento di uno può infatti avere una cattiva influenza sui colleghi, può incentivare l’assenteismo e in generale può creare un ambiente di lavoro poco gradevole.

Insomma, la gravità del comportamento di chi abusa della Legge 104 può minacciare seriamente il lavoro stesso dei dipendenti all’interno di un’azienda.

Ciò detto, questo diffuso malcostume va indubbiamente fermato o comunque limitato, e l’opera investigativa di un’Agenzia preparata e professionale come Top Secret Investigazioni e Sicurezza può risultare fondamentale per arginarlo al meglio.

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