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Investigazioni e smart working

Investigazioni e smart working

Quando è lecito affidarsi ad un’agenzia di investigazione per verificare l’affidabilità del lavoratore in smart working?

In seguito al lockdown dovuto all’emergenza COVID-19, il mondo del lavoro ha dovuto adattarsi a nuove modalità per rispettare le nuove regole relative alla sicurezza e molte sono le aziende e gli enti che tuttora mantengono i propri dipendenti in smart working.

Se per alcune posizioni professionali il lavoro a distanza è facilmente verificabile – come i lavori a progetto o richiedenti la presenza in video conferenza – per altre è difficile avere sotto controllo l’effettiva operatività durante la giornata lavorativa del dipendente.

Come è facile immaginare, sono molti i datori di lavoro che hanno cominciato a nutrire dubbi sulla buona fede dei propri impiegati. Per quanto si possa verificarne, per esempio, la presenza sul server aziendale o ricorrere alla videochiamata, perlopiù gli accordi per il lavoro da casa non hanno ancora una regolamentazione che possa garantire la fiducia tra datore e dipendente e vengono accordati in modalità flessibili per ogni azienda.

In attesa di una regolamentazione più adatta alla situazione attuale – in vista del perpetrarsi dell’emergenza e del contingentamento – le aziende scelgono sempre più di avvalersi dell’aiuto delle agenzie di investigazione. Nonostante le leggi sulla privacy impediscano l’effettivo controllo entro le mura di casa, molti sono i lavoratori che sono stati sorpresi fuori dalla propria abitazione o a passare il tempo dell’orario di lavoro nel giardino di casa.

Nonostante la Corte di Cassazione con l’ordinanza n.15094/2018 abbia stabilito dei severi limiti al controllo occulto del lavoratore da parte di agenti esterni – “…sottolineandosi in particolare come le agenzie di investigazione, per operare lecitamente, non debbano sconfinare nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, riservata, dall’art. 3 l. n. 300/1970, direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori; di conseguenza resta giustificato l’intervento in questione solo per l’avvenuta perpetrazione di illeciti e l’esigenza di verificarne il contenuto, anche laddove vi sia un sospetto o la mera ipotesi che illeciti siano in corso di esecuzione” un reale e motivato sospetto di attività illecite può giustificare l’iniziativa del datore di svolgere accertamenti avvalendosi dei servizi di investigazione professionale.

 

In materia di indagini e accertamenti riguardo il lavoratore dipendente può essere interessante il post Legge 104: cos’è e quando il suo abuso costituisce giusta causa di licenziamento in cui abbiamo parlato di quando è lecito indagare sul lavoratore che usufruisce del permesso per l’assistenza a famigliari con disabilità, e il post riguardante le Indagini patrimoniali e i casi in cui è opportuno svolgerle.

 

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